Iniziare bene, anche quando l’inizio è misto.

Allattamento misto: come gestire il passaggio dal seno al latte artificiale al meglio.

Ci sono inizi che non seguono il piano che avevamo immaginato. A volte l’allattamento al seno non parte subito, a volte l’assistenza che ci viene data non risulta adeguata ai nostri bisogni, a volte desideri che cambiano col tempo. E altre volte, semplicemente, la realtà ci richiede adattamento.

L’allattamento misto — cioè una nutrizione che unisce il seno all’uso di latte materno tirato, latte umano donato o formula — può diventare uno strumento (mai un fallimento) anche provvisorio.
Capiamo assieme come gestire al meglio l’allattamento misto per il nostro bambino e per noi.

Cos’è l’allattamento misto (e quando vi si ricorre)

Parliamo di allattamento misto quando il neonato viene nutrito sia al seno, sia attraverso latte somministrato in altro modo:

  • latte materno tirato

     

  • latte artificiale

     

  • latte umano donato, proveniente da banche pubbliche

     

La somministrazione avviene solitamente con il biberon, ma esistono strumenti alternativi come il DAS, il finger feeder, lo SNS – che possono essere utili quando si desidera mantenere la suzione al seno o evitare difficoltà di rientro, pur avendo presente che ogni supporto potrebbe creare confusione. Dunque , il modo migliore per evitare che un lattante rifiuti il seno o perda la competenza di attaccarsi bene  è personalizzare chiedendo l’assistenza di un’ostetrica ibclc.

Si ricorre a un allattamento misto per due motivi principali:

  • una necessità clinica, come una produzione di latte insufficiente e/o delle difficoltà da parte del neonato di attaccarsi al seno. 
  • una scelta personale, che può riguardare l’organizzazione familiare, il rientro al lavoro, il bisogno della mamma di condividere i carichi o qualunque altra ragione.

(Se ti interessa ne parlo meglio in questo articolo: “E se una mamma non può o non vuole allattare?”)

Ci tengo a ricordare sempre che alla base di ogni scelta ci sono consapevolezza e una giusta assistenza. 

Senza le giuste indicazioni su come mantenere la produzione di latte al seno, è comune che le donne finiscano per passare da un allattamento misto ad un esclusivo artificiale anche se non loro desiderio.

Con la giusta assistenza invece (e in mancanza di casi particolari) mantenere la produzione è possibile!

Come riconoscere una reale necessità di aggiunta

Ci sono segnali che ci indicano se il latte materno, in un certo momento, non basta:

  • crescita del neonato sotto le curve attese (osservatele sempre con il vostro pediatra e la vostra ostetrica)

     

  • pannolini asciutti o troppo leggeri

     

  • ipoglicemie (rilevate già in ospedale o da un professionista sanitario)

     

  • suzione inefficace (magari per frenulo corto o problemi orali che possono essere osservati, ma si prevede sempre la diagnosi medica)
  • dolore al seno che ostacola il drenaggio
  • Bambino letargico

La causa di una scarsa produzione non è mai “la mamma che non ha latte”, ma molto spesso è una mancata assistenza all’avvio dell’allattamento: un ritardo, una separazione, un parto non supportato, un dolore non accolto.

In altri casi ci sono patologie conosciute (tiroide, diabete) che richiedono un accompagnamento su misura.

In moltissimi casi la causa, fin troppo sottovalutata, è da ricollegare alla scarsità di informazioni che la neo mamma ha ricevuto prima del parto.

Possiamo dire che la mancanza di latte sia più una conseguenza di questi fattori, e che con le giuste indicazioni una donna che in quel momento non ha latte può iniziare a produrlo!

In ogni caso, ricordate che il tipo di allattamento è prima di tutto una vostra scelta: nessuno meglio di voi può conoscere il vostro corpo, il vostro vissuto,  i vostri desideri e le vostre necessità (Ne parlo meglio in questo articolo)

Come fare allattamento misto in modo consapevole

Per proteggere l’allattamento al seno pur dando un’aggiunta, la sequenza è tutto:

  1. Proporre il seno prima dell’aggiunta – entrambi i lati
  2. Proporre l’aggiunta prescritta in modo responsivo. Fai fare al tuo bebè delle pause ogni ¾ deglutizioni e ricorda: non sempre vorrà svuotare il biberon!
  3. Riproporre il seno anche dopo, come spazio di contatto e rilassamento

Questa routine (che è bene sia elastica) favorisce la produzione di latte materno, mantiene viva l’associazione seno-sazietà, e sostiene la relazione fra madre e figlio.

Se invece l’aggiunta è data per assenza temporanea della madre, è utile:

  • tirare il latte negli orari abituali delle poppate, quando possibile.

     

  • conservarlo in modo sicuro (ti lascio uno schema su come conservare il latte)
  • Nei casi in cui non si possa tirare il latte svuotare almeno parzialmente il seno per evitare ingorghi, che possono risultare dolorosi.

L’uso del tiralatte va contestualizzato, io consiglio: uno ospedaliero se serve per avviare la produzione; uno elettrico personale per mantenerla nei casi in cui mamma e figlio non siano assieme o per produrre più latte.

Considera sempre di fare una visita ostetrica per ricevere orientamento specifico sulle misure, i tempi e i modi più adatti a te di tirare il latte.

I miti da sfatare sull’allattamento misto

“Perderai tutto il latte”

Il latte non scompare di colpo. La produzione risponde alla domanda: più il seno viene svuotato, più produrrà. Se il bambino si nutre solo con biberon di artificiale e non si attacca, la produzione cala gradualmente, ma velocemente.
Se il seno viene drenato (dal neonato o dal tiralatte), il latte si mantiene.

“Una volta dato il biberon, non si torna indietro”

Non è vero. È possibile tornare all’allattamento esclusivo, ma serve assistenza da parte di pediatri, ostetriche e/o ibclc di fiducia per farlo:

  • usare flussi lenti
  • alternare i lati
  • osservare i segnali di fame e sazietà
  • interrompere la poppata con il biberon ogni 2-3 deglutizioni per verificare se è ancora richiesta
  • Dare il biberon in modo responsivo (ti lascio uno schema per sapere come conservarlo)

Anche la posizione del bambino durante l’allattamento è importante in questi casi. La posizione più consigliata è: bimbo semi-seduto, biberon in orizzontale e una  somministrazione lenta, mai forzata.

“Stai facendo un torto al tuo bambino”

No.

È innegabile che il latte materno, come alimento, sia unico e abbia molti vantaggi ampiamente documentati (ti consiglio questo documento del ministero della salute se vuoi approfondire), ma ciò non toglie che se le necessità della famiglia in quel momento non lo possono garantire ci si può adattare.

Il torto si fa quando manca il contatto, non quando cambia la modalità.
L’allattamento al seno è la norma biologica, ma la disposizione alla cura può passare anche altrove, se nutrita da intenzione e ascolto.

Tornare a un allattamento esclusivo dopo il misto: si può?

Dopo un periodo di allattamento misto nulla ci vieta di tornare ad un allattamento esclusivo!

Questo percorso di ricalibrazione si fa a piccoli passi, con l’aiuto di una ostetrica, IBCLC o di un pediatra esperto:

  • si osserva la crescita del bambino settimanalmente

     

  • si mantengono solo le aggiunte davvero necessarie
  • si scala pochi ml alla volta, monitorando benessere e parametri che dovranno essere rassicuranti prima di procedere.

In questo modo le mammelle si adattano gradualmente, senza stress né per il corpo della madre, né per il ritmo del bambino.

Vuoi parlarne?

Se hai dei dubbi sull’allattamento o senti la necessità di chiarimenti puoi scrivermi in qualunque momento.
In studio, online o a domicilio, possiamo trovare insieme il tuo modo di nutrire con intenzione.
Con calma. Senza fretta. Con rispetto per il tuo corpo e per la vostra storia.

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Baghya Turturici

Credo nelle donne, credo nei bambini e credo che l’amore sia nutriente. Al parto si esce, la nascita è incontrarsi. Iniziare bene, nonostante tutto.

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