La maggior parte delle donne in Italia (l’85% secondo l’Istat e l’Istituto di Sanità) desidera allattare al seno in forma esclusiva, eppure, solo circa il 25% riesce effettivamente a farlo.
Nella mia esperienza, mi trovo spesso a seguire donne in gravidanza che mi dicono “Vorrei allattare, speriamo di riuscire!”, come se questo fosse un fattore dovuto al caso o alla fortuna.
Questo dato ci parla chiaro: non è il desiderio a mancare, ma una reale assistenza. Troppo spesso le famiglie si ritrovano ad avviare un allattamento artificiale senza avere gli strumenti, le conoscenze o il supporto per fare altrimenti o fare questo passaggio minimizzando i rischi, a volte incentivate da prescrizioni che si potrebbero evitare con un percorso di assistenza all’allattamento adeguato.
Il sostituto, spesso venduto come latte in polvere o latte artificiale liquido, nasce da una base di latte animale, solitamente di mucca, che subisce dei trattamenti che la rendono adeguata ad un lattante umano. (Ricordiamoci infatti che altri tipi di latte in commercio, da quello vaccino a quello vegetale, non sono assolutamente adatti ai nostri neonati).
Il latte materno è infatti specifico non solo per la nostra specie, ma anche per quel determinato bebè in quel determinato momento: il latte umano é un tessuto che cambia in base alle necessità nutrizionali e immunitarie di quel determinato lattante. Questa unicità ci rende impossibile, al momento, replicarlo fedelmente.
Quando non è possibile (o desiderato) allattare al seno, estrarre il latte materno o accedere al latte donato,allora, sapere preparare nel modo adeguato la formula artificiale è importante per non incorrere in rischi evitabili per la salute dei neonati.
Latte artificiale: ne esiste uno migliore dell’altro?
Ogni formula di sostituto del latte materno in commercio deve rispettare standard precisi dettati dal Codex Alimentarius. Questo significa che, da un punto di vista medico, tutte le formule sono clinicamente uguali e studiate per assomigliare il più possibile al latte materno.
A tal proposito, per legge, nessun operatore sanitario può consigliare una marca specifica di latte artificiale migliore, proprio per tutelare i genitori da influenze commerciali e di marketing.
In passato, infatti, alcune aziende utilizzavano proprio le prescrizioni dei professionisti per promuovere i loro prodotti, prescrizioni a volte non necessarie o evitabili con una buona assistenza.
Detto questo, non voglio invalidare l’esperienza di alcuni genitori che si son trovati meglio con una marchio rispetto a un altro. Un po’ come accade con le scarpe: anche se sono tutte dello stesso numero, ne troveremo sempre qualcuna che calza meglio.
La spiegazione è da ricercare, probabilmente, nel fatto che esiste una tolleranza consentita di una gamma di alimenti e che le formule artificiali derivano da un processo di lavorazione industriale in cui al latte di partenza vengono aggiunti e sottratti nutrienti così da renderlo il più vicino possibile al latte umano. Questa variabilità potrebbe influenzare l’esperienza o le scelte.
Come preparare il latte artificiale: pratiche sicure per i neonati
Il latte artificiale liquido è considerato la scelta più sicura dal punto di vista igienico, poiché è sterile fino al momento dell’apertura. È una formula pronta all’uso, perfetta nei momenti in cui si ha poco tempo o si è fuori casa.
Tuttavia dobbiamo ricordare che latte liquido artificiale deve essere utilizzato entro due ore dall’apertura a temperatura ambiente e 24h in frigorifero. Questo significa che eventuali avanzi – e capita spesso – andranno buttati. È un’opzione quindi molto comoda, la più sicura tra le formule, ma anche più costosa e soggetta a sprechi se non usata con attenzione.
Il latte in polvere è la formula più diffusa, più accessibile e sicuramente più flessibile in termini di dosaggio. Ma attenzione: non è un prodotto sterile. Ciò significa che può essere contaminato da batteri durante la produzione o dopo l’apertura della confezione, portando a serie infezioni nei neonati. Per questo motivo, è essenziale seguire alcune precauzioni durante la preparazione.
Per ridurre al minimo i rischi, é raccomandato utilizzare acqua riscaldata a 70°C, in modo da eliminare la maggior parte dei potenziali patogeni senza alterare la composizione.
Ci tengo infatti a ribadire che preparare il latte artificiale con acqua tiepida, come viene erroneamente riportato in alcune confezioni, comporta un rischio notevole per il neonato!
Una volta preparato, il latte artificiale va raffreddato rapidamente per evitare che eventuali batteri residui si moltiplichino: questo può accadere soprattutto quando la temperatura scende nella fascia compresa tra 65°C e 7°C, ovvero quando è ancora tiepido.
Dopo l’apertura, la confezione di latte in polvere deve essere conservata in un luogo fresco e asciutto, lontano da fonti di calore e umidità. È importante chiudere sempre bene la confezione originale e non travasare il prodotto in altri contenitori. In genere, la polvere va consumata entro 10-15 giorni, ma è sempre buona abitudine controllare la data di scadenza e le istruzioni riportate dal produttore.
Come preparare correttamente il latte in polvere: guida passo passo
Preparare il latte in polvere nel modo corretto è fondamentale per la sicurezza e il benessere del tuo bambino, ecco la procedura che ti consiglio:
- Lava accuratamente le mani
Prima di iniziare, lavati bene le mani con acqua e sapone e asciugale con un asciugamano pulito. È un gesto semplice, ma fondamentale come prima barriera contro i batteri. - Fai bollire l’acqua
Porta l’acqua a ebollizione, anche se si tratta di acqua potabile. Questo passaggio è essenziale per eliminare eventuali contaminazioni. - Raggiungi la temperatura corretta
Lascia raffreddare l’acqua bollita fino a raggiungere i 70°C. Puoi usare un bollitore con controllo di temperatura oppure attendere circa 30 minuti dopo il bollore. Questo è il momento giusto per sciogliere il latte artificiale in polvere, riducendo i rischi batterici. - Versa l’acqua in un biberon sterilizzato
Utilizza la quantità d’acqua necessaria secondo le indicazioni del prodotto. Puoi usare qualsiasi acqua potabile, purché sia solo acqua – senza aggiunte – e sicura. - Aggiungi la quantità esatta di polvere
Con l’aiuto del misurino fornito nella confezione, versa la dose di latte in polvere consigliata. Mai esagerare o ridurre: la giusta proporzione garantisce l’equilibrio nutrizionale del latte. - Chiudi e agita bene il biberon
Agita il biberon finché la polvere non si sarà completamente sciolta. Questo aiuta a evitare grumi e ad ottenere una consistenza omogenea. - Raffredda rapidamente il latte
Metti il biberon in un contenitore con acqua fredda o sotto il getto d’acqua fredda del rubinetto. - Controlla la temperatura prima della poppata
Fai cadere qualche goccia sul dorso della mano: il latte artificiale dovrebbe risultare tiepido, intorno ai 37°C, proprio come il latte materno.
Strumenti utili per una preparazione più semplice
In commercio esistono strumenti che rendono più semplice la vita dei genitori che usano la formula del latte in polvere.
Fra i più usati abbiamo i bollitori con controllo temperatura, che hanno ridotto i tempi di preparazione ma senza aumentare i rischi infettivi, come purtroppo accade quanto la formula si ricompone ad esempio con acqua tiepida.
Esistono anche scaldabiberon da viaggio con dosatori per la polvere integrati.
Conservazione e preparazione fuori casa
Una volta che il latte artificiale è stato preparato, va consumato entro due ore. Se non viene utilizzato subito, può essere conservato in frigorifero (a massimo 4°C) per non più di 24 ore.
Per le uscite, un thermos con acqua bollita è un’ottima soluzione: se ben chiuso e riempito completamente, mantiene la temperatura per diverse ore, così potrai preparare la formula al momento, in modo sicuro, ovunque tu sia.
Ti hanno prescritto il latte artificiale, ma non hai mai davvero avuto spazio per capire se volevi continuare ad allattare? Capita più spesso di quanto pensi.
Capita spesso infatti che la formula artificiale venga prescritta senza considerare il desiderio di allattamento della madre, e/o senza fornire gli strumenti per comprendere quali sono le opzioni, i percorsi e cosa succede nel caso si voglia tornare ad un allattamento esclusivo (che si, è possibile anche dopo l’artificiale).
Nei momenti in cui si passa dal latte artificiale all’allattamento esclusivo, o si vive l’esperienza dell’allattamento misto (ne parlo in questo articolo), avere accanto una figura esperta può davvero fare la differenza.
Un’ostetrica IBCLC può aiutarti a comprendere meglio il funzionamento del latte materno, a gestire i volumi di formula quando (al di là della necessaria prescrizione medica) avrai bisogno di calibrarla con il latte materno e – se lo desideri – a reintegrare l’allattamento al seno nella nutrizione del tuo bambino.
Farsi seguire da un’ostetrica non è solo “essere sostenute”: è ricevere indicazioni pratiche, imparare a gestire l’allattamento misto senza perdere il proprio latte, capire come rispondere ai bisogni del neonato e anche ai tuoi riconoscendo la tua e la sua competenza. Se vuoi continuare ad allattare, o semplicemente capire cosa è possibile per voi, possiamo costruire insieme una strada chiara, realistica, rispettosa.



